Gil e Veloso in quattro date italiane. Il ritorno in duo dopo 21 anni

Riccardo Jannello

Gilberto Gil, 73 anni come il suo “compare” Caetano Veloso, ha percorso tutti i generi musicali e tutte le vicissitudini delle vita, dall'arresto per cospirazione politca all'esilio fino a essere stato per cinque anni ministro della Cultura con il governo del presidente Lula (incarico dal quale si dimise per tornare alla musica a tempo pieno). Con Caetano è stato l'inventore del tropicalismo, una forma musicale che tiene conto delle radici brasiliani per confrontarle con le culture di tutto il mondo. Sentiamolo.

Cinquant'anni di musica, per ognuno di voi due; e il tropicalismo come invenzione e prima grande innovazione. Questa riunione è la terza tappa del tropicalismo o qualcosa di più?

“Questa riunione é qualcosa di più. E' una celebrazione della nostra amicizia, della nostra musica e della nostra strada che ci è tanto cara”.

Caetano e Gilberto chitarra e voce... qual è la magia che vi unisce?

“Sicuramente il piacere di suonare e cantare e, soprattutto, essere insieme e soli, ancora una volta dopo tanto tempo!”.

In cinquant'anni si sono susseguiti generi e personaggi, com'è cresciuta la musica brasiliana in questo mezzo secolo?

“La musica brasiliana è sempre stata un’ispirazione per me, un grande punto di riferimento, una memoria, così ricca, diversa e bella. E anche adesso rimane tale”.

Umbria Jazz, dove sarete il 17 luglio, rievoca nelle nostre memorie lo stupendo concerto sotto la pioggia del '94... che cosa ricordate di quella serata quando cantaste nel tripudio generale “a chuva que caì la fora...” e pioveva a dirotto...

“Caetano, che ha una memoria molto piú forte della mia, potrà dire di più, ma mi ricordo che era un concerto di una grande bellezza, sia perché c´era la pioggia, sia perché eravamo a Perugia”.

Un duo fra musicisti con spiccate personalità che si assomigliano molto, e la vostra carriera lo dimostra, ma che hanno visto anche percorsi diversi. Vi piace tutto quello che ha fatto il vostro partner di questa tournée?

“La mia vita e, soprattutto la mia visione della vita, non sarebbe la stessa se non ci fosse stato Caetano, che mi ha insegnato a vedere le cose con più profondità e ad andare sempre al di là delle apparenze”.

Gilberto e la bossanova, un amore recente, ma vivissimo?

“La bossa nova è un vecchio amore, in realtà. Dopo sono arrivati il pop/rock, il reggae, un ritorno al baião e ai ritmi del nordest brasiliano. Tanti amori, ma tutti vivissimi!”.

Che scaletta ci regalerete nei quattro concerti italiani? Sempre la stessa ogni sera?


“Non mi piace rivelare la scaletta di un concerto a priori, perché toglie un elemento molto caro a me, come pubblico: la sorpresa. Così, non ho l’abitudine di dire alla gente cosa suoneremo/canteremo prima del concerto! E, in effetti, tuttora non abbiamo ancora finito di decidere tutti i brani che presenteremo!”.

La rivoluzione musicale degli anni Sessanta è riproponibile oggi?

“Il mondo è molto diverso oggi da quello degli anni ‘60 quindi, le rivoluzioni dovrebbero essere altre. Oggi accade tutto nell’ambito di Internet, che ovviamente non esisteva negli ’60”.

Il Brasile attraversa un periodo difficile, la grande crescita sembra essersi frenata. Qual è la situazione attuale nel Paese?

“Il Brasile è un paese enorme e i suoi problemi sono altrettanto grandi. L’ottimismo iniziale del governo del presidente Lula mi sembrava esagerato, ma anche il pessimismo di adesso lo è”.

Entrambi, lei e Caetano, provenite da Bahia: quanta Bahia c'è nella vostra musica?

“C´è sempre molto di Bahia nella mia musica, perché sono nato lì e ci torno spessissimo. La musica a Bahia é di troppa importanza e bellezza per abbandonarla”.

Quali i vostri maestri, e quali i vostri eredi?

“Luiz Gonzaga, Pixinguinha, Noel Rosa, Tom Jobim, João Gilberto, Bob Marley, Caetano Veloso… Per gli eredi non saprei dire, ma mio figlio Bem Gil sta faccendo un bel lavoro, ma anche Preta Gil”.

Quello che vi ha sempre contraddistinto è l'operosità: e quindi è facile chiedere: che cosa ci sarà dopo questo duetto?

“Gireremo il Brasile, il Sudamerica, gli Stati Uniti, il Giappone… e dopo vedremo. Ho tante idee, ma voglio anche fare una vita un po’ più tranquilla”.



in quotidiano.net, 02.07.2015
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